martedì 5 novembre 2013

L'ambiente e le città possibili

"Dobbiamo recuperare la tradizione ambientalista, socialista e repubblicana": in questa frase, pronunciata in un suo intervento a Recanati, Civati ha ricordato l'importanza dei temi ambientali, fin troppo trascurati oggi dal PD, ma che hanno un'enorme importanza per il suo programma, tanto da dedicarci un capitolo intitolato "Le città possibili".
In esso non si parla più solo di un "ambiente per anime belle", per il quale l'unico ruolo delle questioni ambientali è cercare di limitare l'impronta delle attività umane: la città possibile racchiude un nuovo modello di sviluppo, in cui recuperare il suolo dall'enorme degrado a cui il nostro sfruttamento lo ha ridotto. Per fare ciò, bisogna "insistere sulle ristrutturazioni, sull'efficienza energetica, sulla bonifica e sul recupero di aree dismesse", cambiare il funzionamento del fisco e delle regole per non consentire una perenne cementificazione del nostro territorio, e attuare un vasto programma di recupero del nostro patrimonio ecologico.
Più nel dettaglio, Civati pensa a quattro filoni di recupero e valorizzazione: "la riqualificazione energetica adattata al contesto climatico mediterraneo, quella antisismica, quella delle aree industriali dismesse e di quelle agricole e naturali. Lo sviluppo del settore delle costruzioni può permettere di mettere in sicurezza il suolo e gli edifici storici e recenti, rendendo le nostre città libere dai rischi di frane e alluvioni e da quelli sismici. Uno spazio di forte crescita è aperto dall’esportazione dell’innovazione tecnologica nell’edilizia italiana di qualità. In particolare, tutto il bacino del Mediterraneo, a partire dalle coste del Nord Africa, costituisce il mercato ideale per un’“edilizia mediterranea” fondata su una sostenibilità energetica e ambientale adatta a questo contesto climatico, da associare alla sicurezza antisismica e ad altre specificità dell’ambito territoriale (come ad esempio, l’uso efficiente della risorsa idrica, nella costruzione e gestione degli edifici)."
Ma non basta recuperare quello che abbiamo: bisogna poi saperlo gestire. Viene messa luce su temi come la promozione della raccolta differenziata e l'abbandono dell'uso degli inceneritori, da riconvertire in attività più amiche dell'ambiente, ma soprattutto la riduzione della produzione di rifiuti, senza la quale l'impatto sull'ambiente non può comunque essere veramente diminuito. Civati inoltre, unico tra tutti i candidati, ricorda l'importanza dei risultati dei referendum sull'acqua pubblica, e parte da essi per un rilancio del pubblico nella gestione di questo bene importantissimo. Bisogna migliorare la rete idrica, cambiare le tariffe in modo che chi consuma di più sia più penalizzato e introdurre meccanismi affinché il controllo pubblico sull'acqua veda la vera partecipazione dei cittadini e non solo delle giunte dei comuni per recuperare una vera dimensione pubblica.
Infine, ma non per ultimi, vengono i temi dell'energia e della mobilità. Per quanto riguarda il primo, è necessario puntare con forza sulle rinnovabili, riconvertire il sistema di produzione dell'energia elettrica in suo favore, promuovere una produzione diffusa dell'energia con impianti solari e fotovoltaici destinati alla comunità locale (si pensi al teleriscaldamento, ossia il riscaldamento prodotto altrove e portato direttamente nel case) e ripensare la rete di distribuzione per renderla più efficiente e adatta a questo modello di produzione dell'energia. Sulla mobilità, invece, a parte le condivisibili considerazioni sul bisogno di rimodernare la rete di trasporti pubblici, si dà una grande importanza al collegamento tra le varie reti, così come per esempio accade proprio in Svizzera, con la quale un solo biglietto tra due città permette di prendere tutti i mezzi necessari, senza dover averne uno per ciascuna tratta, e i collegamenti sono pensati in modo da garantire la rapidità degli spostamenti.
L'ambiente insomma non è solo visto come un peso, ma come un bene pubblico che abbiamo la fortuna di poter gestire e che dobbiamo tutelare per noi e per i nostri figli.

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