lunedì 4 novembre 2013

La mozione per la Svizzera per Civati segretario


Pippo CIVATI segretario


« Dire cose scomode, mettere il dito nelle piaghe a costo di passare per un rompiscatole, non vuol dire voler dividere il Partito, come insinua qualcuno, ma vuol dire l’esatto contrario, perchè la chiarezza e la trasparenza sono salutarie e necessarie. Costruire sulle ambiguità vuol dire ritrovarsi di nuovo sotto le macerie, ce lo ha insegnato la storia degli ultimi vent’anni: noi possiamo far finta che non succeda, possiamo chiudere gli occhi, ma alla fine la realtà ti presenta il conto e ti trovi un bel pomeriggio di febbraio a leccarti le ferite perché milioni di tuoi elettori ti hanno abbandonato. » 
Pippo Civati, il nostro candidato

Questo è ciò che dice e ripete Civati.
Alle elezioni primarie di 4 anni fa le stesse accuse erano rivolte ad Ignazio Marino. Si diceva che con le sue posizioni avrebbero spaccato il Partito perché andava dicendo cose scomode per alcuni, e soprattutto chiedeva, come oggi Civati, maggior coraggio nelle decisioni e maggior trasparenza. Tutti quanti noi ricordiamo il motto di quella campagna congressuale:
«Un SÌ è un SÌ, un NO è un NO, tutto il resto appartiene al maligno».
Ebbene, Marino ha talmente spaccato il partito che ci ha fatto riconquistare Roma! Molte delle cose che Marino diceva 4 anni fa sono ancor oggi nell’agenda politica, sono divenute sempre più pressanti, proprio per mancanza di quel coraggio che dovrebbe essere proprio di un partito politico che voglia ridare speranza ad un Paese oramai traumatizzato dalla crisi, dagli scandali e dal malaffare.
Ad esempio, chiedere che sia fatta chiarezza su quello che è successo il 19 aprile di quest’anno, con la non elezione di R. Prodi alla presidenza della Repubblica non vi sembra giusto e legittimo?
È stato un episodio funesto per il Partito, che ha provocato le dimissioni di P.L. Bersani. È stato un giorno dell’infamia e della vergogna. L’indomani tutti a esigere «… chiarezza immediata, giù le maschere, vogliamo sapere chi e perché ha tradito… ecc. ecc. ». A voi sembra forse che sia stato chiarito qualcosa? A noi no, anzi, aleggia forte il sospetto che coloro che non votarono Prodi siano stati ricompensati, magari con un posto di governo.
Vogliamo un partito che recuperi lo spirito
dell'Ulivo e che non tradisca uno dei suoi
fondatori per le larghe intese: no ai 101.
Ci sembra piuttosto che si stia cercando di far dimenticare questo tristissimo episodio, ed infatti nessuno ne parla più, all’infuori di Civati, neanche Renzi (e qui ci fa sorgere qualche dubbio sulla composizione dei 101), come si spiega? Come lo spieghiamo ai nostri iscritti e sostenitori ?
Stiamo vivendo lo scandalo delle tessere che in certi posti sembrano spuntare come funghi, con accuse reciproche tra Renzi e Cuperlo che sembrano destinate più ai giornali che a rimettere le cose a posto. Leggiamo di appelli, come quello di Cuperlo ai candidati, quando sarebbe sufficiente sbattere fuori chi, nella propria mozione, adotta certi comportamenti, come Civati sta facendo, cosa impossibile per chi invece cerca prima di sfruttare queste situazioni, salvo poi indignarsi per accaparrarsi il plauso o il titolo di un giornale.
Sul carro della mozione Civati non è salito nessuno dei cosiddetti big del Partito, e sapete perché? Perché non esiste. Non esiste né carro, né futuro “vincitore” da portare in trionfo. Se vince la nostra mozione, vincono finalmente i tanti iscritti e simpatizzanti disgustati (tanti, troppi!), vince il nostro partito, vince la buona politica di chi chiede e pratica la discontinuità rispetto all’ultimo disastroso ventennio e alle politiche neoliberiste che hanno affascinato tanti, perfino nel nostro campo (vedere gli interventi di Luigi Zingales, liberista, convinto sostenitore del Partito Repubblicano negli Stati Uniti, alla Leopolda di Renzi dello scorso anno)..
Renzi vorrebbe andare a prendere i voti dei delusi del centro destra, così dice…  Noi invece crediamo che sia prioritario andare a riconquistare innanzitutto i delusi dal centro-sinistra. Sono tantissimi ad aver abbandonato il PD per seguire improbabili salvatori della patria come Beppe Grillo.
Aver perso 2/3 degli iscritti in un anno, e 3 milioni di voti nelle scorse elezioni, vorrà pur dire qualcosa (anche se oggi sembrano risbocciare certi amori). Questa è una delle questioni che pone instancabilmente Civati, alla quale la dirigenza del Partito continua a far orecchie da mercante.
Bisogna ricomporre l’alleanza che si era costruita attorno alla carta d’intenti «Italia Bene Comune» che abbiamo sbandierato per 3 mesi, che abbiamo fatto firmare da candidati e votanti e, dopo due mesi, abbiamo gettato nella spazzatura. Come possiamo pretendere di essere credibili con simili atteggiamenti? Più nessuno ne parla, all’infuori di Civati!
«Un Partito tra Prodi e Rodotà per ritrovare se stesso», da questo dobbiamo ripartire.
Ma alcuni dicono che «Civati è troppo di sinistra!», un’accusa, quasi un anatema, rivoltogli da certi dirigenti del Partito. Ma si può sapere che cosa vorrebbero dire con ciò esattamente ?
Dichiarare che l’acqua è un bene comune che va tutelato, a differenza di Renzi e D’Alema contrari, è troppo di sinistra? Fra l’altro vorremmo ricordare che noi, qui in Svizzera, abbiamo appoggiato con forza e convintamente il referendum che ha visto prevalere il sì.

Esigere una vera legge sui conflitti d’interesse, perché la questione non si esaurirà con la decadenza di Berlusconi, è troppo di sinistra?

Dichiarare «gli esclusi prima di tutto e di tutti» è troppo di sinistra? Farsi carico della disperazione degli ultimi per cercare delle risposte ai loro bisogni, è troppo di sinistra?
Papa Francesco, che ci ricorda le tragedie portate dalla crisi e dalla disoccupazione, è da considerarsi un marxista?

Sostenere il diritto alla salute come diritto inalienabile garantito attraverso la difesa della sanità pubblica, è troppo di sinistra?

Chiedere il sussidio universale di disoccupazione (l’Italia è l’unico paese europeo a non averlo), è troppo di sinistra?

Chiedere il diritto di voto a livello amministrativo per gli immigranti regolarmente residenti in Italia, è troppo di sinistra ? Ma non è quello per cui ci battiamo da anni noi del PD qui in Svizzera?

Chiedere l’uguaglianza dei diritti indipendentemente dall’orientamento sessuale delle persone, è troppo di sinistra? Chiedere una politica al servizio dei cittadini, e non i cittadini al servizio della politica, è troppo di sinistra?

Chiedere che venga data la priorità alla detassazione del lavoro e non ai privilegi della rendita è troppo di sinistra?

Essere al fianco dei lavoratori e dei disoccupati è troppo di sinistra?

Proporre di utilizzare il prossimo semestre italiano di Presidenza Europea per porre con forza nell’agenda politica la creazione di una Federazione Europea, è troppo di sinistra? Chiedere che finalmente si compia l’Europa dei diritti è troppo di sinistra?

Chiedere che gli iscritti vengano interpellati in alcune decisioni fondamentali, come ad esempio le larghe intese, come l’SPD ha fatto  in Germania, è troppo di sinistra?

Chiedere un rilancio dell’Università e della ricerca scientifica è troppo di sinistra?

Valorizzare e tutelare il nostro patrimonio culturale ed ambientale (prerogativa particolarmente italiana!), per farne uno strumento di sviluppo economico, è troppo di sinistra?
L'iniziativa 1:12: noi siamo contro le enormi
diseguaglianze nei salari
Chiedere un tetto per i guadagni esagerati per i top-manager delle aziende, come propone tra l’ altro la campagna 1:12 promossa in Svizzera (che noi appoggiamo), è troppo di sinistra? Forse, per un certo PD, persino la Svizzera è troppo di sinistra

Questi sono i veri quesiti da porci, ora: e non sono nemmeno tutti! La lista sarebbe troppo lunga per i 15 minuti a noi concessi, ma invito tutti a leggere le 70 pagine del programma di Civati, piene di proposte e idee che illustrano la nostra mozione: vi assicuro che sarà una lettura appassionante e coinvolgente
Se proporre tutto ciò dovesse apparire troppo di sinistra, allora saremmo e siamo orgogliosi di farlo, perché noi vogliamo che il nostro sia finalmente un vero Partito vòlto a Sinistra. Un partito progressista che faccia parte a pieno titolo, senza tentennamenti, del PSE, vera casa dei progressisti europei. Non erano, queste, le stesse cose che abbiamo proposto e propugnato nella piattaforma programmatica « Italia Bene Comune» alle ultime elezioni ? Noi manteniamo fede a tali proposte: altri, forse, si sono pentiti... O forse a loro non conviene più?
Dobbiamo ritrovare l’orgoglio di dire forte e chiaro chi siamo e che cosa vogliamo; senza complessi.

Sarà soltanto a partire da queste posizioni che ritroveremo credibilità e permetteremo non solo il riavvicinamento dei tanti delusi rifugiatisi nei partiti populisti o nell’astensione, ma saremo una vera alternativa possibile anche per chi non ci ha mai votato.
Non da ultimo, va ricordato che stiamo eleggendo il segretario del Partito, e non il candidato premier: sono due cose distinte! Oggi stiamo iniziando un nuovo percorso che ci dovrebbe portare alla ricostruzione del nostro partito, e non alle prossime elezioni politiche.

Civati rappresenta la sintesi perfetta e credibile : costruire un partito di sinistra rinnovato, che non sia un comitato elettorale, che sia capace di guardare al futuro e affrontare le sfide che ci attendono.
Noi, sinceramente non vediamo le stesse cose nelle altre mozioni. Molti potrebbero obiettare che non è vero, che non siamo gli unici a volerle, che le stesse proposte si leggono, più o meno, anche nelle altre mozioni. Rispondiamo utilizzando le parole di un grande personaggio della storia economica e sociale italiana, Adriano Olivetti :

« La luce della verità risplende soltanto negli atti, diceva mio padre, e non nelle parole».

A noi sembra che per alcuni siano soltanto parole, mostrine da appuntarsi sulla propria giacca, titoli di giornali da ritagliarsi: lo si puo’ facilmente constatare guardando  chi sono i compagni di avventura, a partire da coloro che sono saliti sul carro fino a quelli che dal carro non sono mai scesi, sempre lì ai posti di comando. Per noi invece le nostre parole, le nostre proposte sono come pietre scolpite, sono un impegno morale in cui crediamo fortemente e che Civati pratica quotidiamante attraverso la sua azione politica.

Per questo  vi invitiamo a votare per Pippo Civati!

Comitato Svizzero a sostegno della candidatura di Pippo Civati
Alfiero Nicolini, Pensionato, Segretario Circolo PD Ginvera
Giulia Marino, Architetto, PD Ginevra
Francesco Celia, Dipendente, PD Ginevra
Steve Della Mora, Geofisico, PD  Zurigo
Alessandro Di Gioia, Genetista, PD Losanna
Bernardo Maestrini, Dottorando, PD Zurigo
Cesare Spoletini, Traduttore, PD La Chaux-de-Fonds
Giovanni Tinella, Chief Risk Officer, Presidente Circolo PD Ginvera
Stefano Malvolti, Director Vaccine Implemetation, Zurigo
Enico Iaia, Campaign Manager, PD Ginevra
Maurizio Nappa, Responsabile della Sicurezza sul Lavoro, Zurigo.



La lista dei firmatari è aperta a chi vuole unirsi: per farlo, scrivete a ch.per.civati@gmail.com, indicando nome, cognome, professione e città di residenza (ed eventualmente il circolo PD d'iscrizione, ma non è obbligatorio essere iscritti per sostenerci).





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