Pippo CIVATI segretario
« Dire cose scomode, mettere il dito nelle piaghe a costo di passare per
un rompiscatole, non vuol dire voler dividere il Partito, come insinua qualcuno,
ma vuol dire l’esatto contrario, perchè la chiarezza e la trasparenza sono
salutarie e necessarie. Costruire sulle ambiguità vuol dire ritrovarsi di nuovo
sotto le macerie, ce lo ha insegnato la storia degli ultimi vent’anni: noi
possiamo far finta che non succeda, possiamo chiudere gli occhi, ma alla fine
la realtà ti presenta il conto e ti trovi un bel pomeriggio di febbraio a
leccarti le ferite perché milioni di tuoi elettori ti hanno abbandonato. »
Alle elezioni primarie di 4 anni fa
le stesse accuse erano rivolte ad Ignazio Marino. Si diceva che con le sue
posizioni avrebbero spaccato il Partito perché andava dicendo cose scomode per
alcuni, e soprattutto chiedeva, come oggi Civati, maggior coraggio nelle
decisioni e maggior trasparenza. Tutti quanti noi ricordiamo il motto di quella
campagna congressuale:
«Un SÌ è un SÌ, un NO è un NO, tutto il resto appartiene al maligno».
Ebbene, Marino ha talmente spaccato
il partito che ci ha fatto riconquistare Roma! Molte delle cose che Marino
diceva 4 anni fa sono ancor oggi nell’agenda politica, sono divenute sempre più
pressanti, proprio per mancanza di quel coraggio che dovrebbe essere proprio di
un partito politico che voglia ridare speranza ad un Paese oramai traumatizzato
dalla crisi, dagli scandali e dal malaffare.
Ad esempio, chiedere che sia fatta
chiarezza su quello che è successo il 19 aprile di quest’anno, con la non
elezione di R. Prodi alla presidenza della Repubblica non vi sembra giusto e
legittimo?
È stato un episodio funesto per il
Partito, che ha provocato le dimissioni di P.L. Bersani. È stato un giorno dell’infamia e della vergogna.
L’indomani tutti a esigere «… chiarezza immediata, giù le maschere, vogliamo
sapere chi e perché ha tradito… ecc. ecc. ». A voi sembra forse che sia stato
chiarito qualcosa? A noi no, anzi, aleggia forte il sospetto che coloro che
non votarono Prodi siano stati ricompensati, magari con un posto di governo.
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| Vogliamo un partito che recuperi lo spirito dell'Ulivo e che non tradisca uno dei suoi fondatori per le larghe intese: no ai 101. |
Ci sembra piuttosto che si stia
cercando di far dimenticare questo tristissimo episodio, ed infatti nessuno ne parla più, all’infuori di Civati, neanche Renzi (e qui ci fa sorgere qualche dubbio sulla composizione dei 101),
come si spiega? Come lo spieghiamo ai nostri iscritti e sostenitori ?
Stiamo vivendo lo scandalo delle
tessere che in certi posti sembrano spuntare come funghi, con accuse reciproche
tra Renzi e Cuperlo che sembrano destinate più ai giornali che a rimettere le
cose a posto. Leggiamo di appelli, come quello di Cuperlo ai candidati, quando
sarebbe sufficiente sbattere fuori chi, nella propria mozione, adotta certi
comportamenti, come Civati sta facendo, cosa impossibile per chi
invece cerca prima di sfruttare queste situazioni, salvo poi indignarsi per
accaparrarsi il plauso o il titolo di un giornale.
Sul carro della mozione Civati non è
salito nessuno dei cosiddetti big del Partito, e sapete perché? Perché non
esiste. Non esiste né carro, né futuro “vincitore” da portare in trionfo. Se
vince la nostra mozione, vincono finalmente i tanti iscritti e simpatizzanti
disgustati (tanti, troppi!), vince il nostro partito, vince la buona politica
di chi chiede e pratica la discontinuità rispetto all’ultimo disastroso
ventennio e alle politiche neoliberiste che hanno affascinato tanti, perfino
nel nostro campo (vedere gli interventi di Luigi Zingales, liberista, convinto
sostenitore del Partito Repubblicano negli Stati Uniti, alla Leopolda di Renzi
dello scorso anno)..
Renzi vorrebbe andare a prendere i voti dei delusi del centro destra, così dice… Noi invece crediamo che sia prioritario andare a riconquistare innanzitutto i delusi dal centro-sinistra. Sono tantissimi ad aver abbandonato il PD per seguire improbabili salvatori della patria come Beppe Grillo.
Renzi vorrebbe andare a prendere i voti dei delusi del centro destra, così dice… Noi invece crediamo che sia prioritario andare a riconquistare innanzitutto i delusi dal centro-sinistra. Sono tantissimi ad aver abbandonato il PD per seguire improbabili salvatori della patria come Beppe Grillo.
Aver perso 2/3 degli iscritti in un
anno, e 3 milioni di voti nelle scorse elezioni, vorrà pur dire qualcosa (anche
se oggi sembrano risbocciare certi amori). Questa
è una delle questioni che pone instancabilmente Civati, alla quale la dirigenza
del Partito continua a far orecchie da mercante.
Bisogna ricomporre l’alleanza che si era
costruita attorno alla carta d’intenti «Italia Bene Comune» che abbiamo sbandierato per 3 mesi,
che abbiamo fatto firmare da candidati e votanti e, dopo due mesi, abbiamo
gettato nella spazzatura. Come possiamo pretendere di essere credibili con
simili atteggiamenti? Più nessuno ne
parla, all’infuori di Civati!
«Un Partito tra Prodi e
Rodotà per ritrovare se stesso», da questo dobbiamo ripartire.
Ma alcuni dicono che «Civati è troppo di sinistra!», un’accusa,
quasi un anatema, rivoltogli da certi dirigenti del Partito. Ma si può sapere
che cosa vorrebbero dire con ciò esattamente ?
Dichiarare che l’acqua è un bene
comune che va tutelato, a differenza di Renzi e D’Alema contrari, è troppo di
sinistra? Fra l’altro vorremmo ricordare che noi, qui in Svizzera, abbiamo
appoggiato con forza e convintamente il referendum che ha visto prevalere il
sì.
Esigere una vera legge sui conflitti
d’interesse, perché la questione non si esaurirà con la decadenza di
Berlusconi, è troppo di sinistra?
Dichiarare «gli esclusi prima di
tutto e di tutti» è troppo di sinistra? Farsi carico della disperazione degli
ultimi per cercare delle risposte ai loro bisogni, è troppo di sinistra?
Papa Francesco, che ci ricorda le tragedie portate dalla crisi e dalla disoccupazione, è da considerarsi un
marxista?
Sostenere il diritto alla salute come
diritto inalienabile garantito attraverso la difesa della sanità pubblica, è troppo di sinistra?
Chiedere il sussidio universale di
disoccupazione (l’Italia è l’unico paese europeo a non averlo), è troppo di
sinistra?
Chiedere il diritto di voto a livello
amministrativo per gli immigranti regolarmente residenti in Italia, è troppo di
sinistra ? Ma non è quello per cui ci battiamo da anni noi del PD qui in
Svizzera?
Chiedere l’uguaglianza dei diritti
indipendentemente dall’orientamento sessuale delle persone, è troppo di
sinistra? Chiedere una politica al servizio dei cittadini, e non i
cittadini al servizio della politica, è troppo di sinistra?
Chiedere che venga data la priorità
alla detassazione del lavoro e non ai privilegi della rendita è troppo di sinistra?
Essere al fianco dei lavoratori e dei
disoccupati è troppo di sinistra?
Proporre di utilizzare il prossimo
semestre italiano di Presidenza Europea per porre con forza nell’agenda
politica la creazione di una Federazione Europea, è troppo di sinistra?
Chiedere che finalmente si compia l’Europa dei diritti è troppo di
sinistra?
Chiedere che gli iscritti vengano
interpellati in alcune decisioni fondamentali, come ad esempio le larghe
intese, come l’SPD ha fatto in Germania,
è troppo di sinistra?
Chiedere un rilancio dell’Università
e della ricerca scientifica è troppo di sinistra?
Valorizzare e tutelare il nostro
patrimonio culturale ed ambientale (prerogativa particolarmente italiana!), per
farne uno strumento di sviluppo economico, è troppo di sinistra?
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| L'iniziativa 1:12: noi siamo contro le enormi diseguaglianze nei salari |
Chiedere un tetto per i guadagni
esagerati per i top-manager delle aziende, come propone tra l’ altro la
campagna 1:12 promossa in Svizzera (che noi appoggiamo), è troppo di sinistra? Forse, per un certo PD, persino la Svizzera è troppo di sinistra …
Questi sono i veri quesiti da porci,
ora: e non sono nemmeno tutti! La lista sarebbe troppo lunga per i 15 minuti a noi concessi, ma invito tutti a leggere le 70 pagine del programma di Civati, piene di proposte e idee che
illustrano la nostra mozione: vi assicuro che sarà una lettura appassionante e
coinvolgente
Se proporre tutto ciò dovesse
apparire troppo di sinistra, allora
saremmo e siamo orgogliosi di farlo, perché noi vogliamo che il nostro sia
finalmente un vero Partito vòlto a Sinistra. Un partito progressista che faccia
parte a pieno titolo, senza tentennamenti, del PSE, vera casa dei progressisti
europei. Non erano, queste, le stesse cose che abbiamo proposto e propugnato
nella piattaforma programmatica « Italia
Bene Comune» alle ultime elezioni ? Noi manteniamo fede a tali proposte: altri, forse, si sono pentiti... O forse a loro non conviene più?
Dobbiamo ritrovare l’orgoglio di dire
forte e chiaro chi siamo e che cosa vogliamo; senza complessi.
Sarà soltanto a partire da queste posizioni che ritroveremo credibilità e
permetteremo non solo il riavvicinamento dei tanti delusi rifugiatisi nei
partiti populisti o nell’astensione, ma saremo una vera alternativa possibile
anche per chi non ci ha mai votato.
Non da ultimo, va ricordato che stiamo eleggendo il segretario del
Partito, e non il candidato premier: sono due cose distinte! Oggi stiamo
iniziando un nuovo percorso che ci dovrebbe portare alla ricostruzione del
nostro partito, e non alle prossime elezioni politiche.
Civati rappresenta la sintesi perfetta e credibile : costruire un partito di sinistra rinnovato, che non sia un comitato elettorale, che sia capace di guardare al futuro e affrontare le sfide che ci attendono.
Noi, sinceramente non vediamo le stesse cose nelle altre mozioni. Molti
potrebbero obiettare che non è vero, che non siamo gli unici a volerle, che le
stesse proposte si leggono, più o meno, anche nelle altre mozioni. Rispondiamo
utilizzando le parole di un grande personaggio della storia economica e sociale
italiana, Adriano Olivetti :
« La luce della verità
risplende soltanto negli atti, diceva mio padre, e non nelle parole».
A noi sembra che per alcuni siano
soltanto parole, mostrine da appuntarsi sulla propria giacca, titoli di
giornali da ritagliarsi: lo si puo’
facilmente constatare guardando chi sono
i compagni di avventura, a partire da coloro che sono saliti sul carro fino a quelli che dal
carro non sono mai scesi, sempre lì ai posti di comando. Per noi invece le
nostre parole, le nostre proposte sono come pietre scolpite, sono un impegno
morale in cui crediamo fortemente e che Civati pratica quotidiamante attraverso
la sua azione politica.
Per questo vi
invitiamo a votare per Pippo Civati!
Comitato Svizzero a sostegno della candidatura di Pippo Civati
Alfiero Nicolini, Pensionato, Segretario Circolo PD Ginvera
Giulia Marino, Architetto, PD Ginevra
Francesco Celia, Dipendente, PD Ginevra
Steve Della Mora, Geofisico, PD
Zurigo
Alessandro Di Gioia, Genetista, PD Losanna
Bernardo Maestrini, Dottorando, PD Zurigo
Cesare Spoletini, Traduttore, PD La Chaux-de-Fonds
Giovanni Tinella, Chief Risk Officer, Presidente Circolo PD Ginvera
Stefano Malvolti, Director Vaccine Implemetation, Zurigo
Enico Iaia, Campaign Manager, PD Ginevra
Maurizio Nappa, Responsabile della Sicurezza sul Lavoro, Zurigo.
La lista dei firmatari è aperta a chi vuole unirsi: per farlo, scrivete a ch.per.civati@gmail.com, indicando nome, cognome, professione e città di residenza (ed eventualmente il circolo PD d'iscrizione, ma non è obbligatorio essere iscritti per sostenerci).
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