Comincia con questo post una serie di interventi su questo blog: l'intento è di esporre più nel dettaglio singoli aspetti del programma di Civati segretario, pronti a ricevere e a rispondere ad ogni osservazione che ci verrà fatta.
Oggi cominciamo con l'idea di partito che Civati, e noi che lo sosteniamo, abbiamo in testa. Per chi vorrebbe leggere il testo originale, rimandiamo alla pagina dedicata all'argomento sul sito ufficiale.
Questa parte del programma di Civati si chiama "Il nuovo partito", mentre in realtà l'idea che c'è dietro, in fondo, non è assolutamente nuova, ma rimanda a un sogno nato nel 1996 e che purtroppo non ha mai trovato piena realizzazione.
Infatti, quando Civati dice che vuole "un'alleanza che vada da Prodi a Rodotà", non fa altro che richiamare quel sogno nato nel 1996, quando nacque l'Ulivo, quella forza che voleva riunire tutti coloro che volevano costruire una sinistra nuova, di governo, che non rifiutasse il confronto con le varie anime socialiste, movimentiste, cattoliche sociali e liberali.
Insomma, una sinistra plurale (e Civati nel suo programma sottolinea il concetto di "Ripartire da sinistra"), che sappia parlare a tutti e i cui partiti siano capaci di raccogliere le idee di tutti e farne una sintesi che sappia essere un progetto di governo.
L'ascolto degli iscritti e degli elettori è fondamentale in questa visione: il Partito Democratico deve prevedere meccanismi (i circoli, il web, ma non solo) attraverso cui vi sia un continuo confronto e ascolto della base, in modo tale che non vi sia quello scollamento tra militanti e dirigenti che oggi, purtroppo, è il vero dramma che sconvolge il PD, e che lo ha portato a ignorare quelle bellissime novità come i referendum sull'acqua (contro i quali un candidato in particolare, oggi favorito, si è addirittura schierato apertamente) o le battaglie di difesa del territorio troppo spesso lasciate ad altri partiti
L'ascolto degli iscritti e degli elettori è fondamentale in questa visione: il Partito Democratico deve prevedere meccanismi (i circoli, il web, ma non solo) attraverso cui vi sia un continuo confronto e ascolto della base, in modo tale che non vi sia quello scollamento tra militanti e dirigenti che oggi, purtroppo, è il vero dramma che sconvolge il PD, e che lo ha portato a ignorare quelle bellissime novità come i referendum sull'acqua (contro i quali un candidato in particolare, oggi favorito, si è addirittura schierato apertamente) o le battaglie di difesa del territorio troppo spesso lasciate ad altri partiti
Ascoltare, confrontarsi e poi decidere: questo è il partito che vogliamo, che sappia guardare al futuro senza chiudersi in schemi con una nobile tradizione ma che hanno bisogno di confrontarsi con il presente e il domani, né che escluda gli altri alleati naturali che con noi amministrano tanti comuni e tante realtà locali con soddisfazione, con i quali anzi magari avviare un confronto che ci porti ad unirci anziché dividerci.
Coinvolgendo tutti a lavorare assieme: perché le cose cambiano, cambiandole.
Coinvolgendo tutti a lavorare assieme: perché le cose cambiano, cambiandole.
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