La delusione di Civati per la decisione che il PD ha preso sul caso
Cancellieri è la stessa che pervade noi che lo sosteniamo qui in Svizzera e, ne
siamo convinti, anche buona parte della nostra base, che non capisce perché non
si può censurare il comportamento di un ministro della giustizia che promette
di intervenire per aiutare i soliti noti (per di più, i Ligresti non sono nuovi
a brutte pagine di corruzione e di mala gestione, ma solo in un paese come
l'Italia possono fare ancora affari). La nostra impressione, è che "ha vinto la conservazione dello status quo",
ma "questa è una vittoria di Pirro": ancora una volta toccherà
a noi militanti dei circoli spiegare la posizione di una dirigenza che secondo
noi non capisce l'esigenza di cambiamento che ci viene dai nostri elettori,
soprattutto da quelli che non ci voteranno più perché stufi di certi
atteggiamenti.
Vogliamo però dire che chi pensasse
che Renzi possa essere davvero il cambiamento su questo si sbaglia: come
ricostruito nel video qui mostrato, solo una parte dei parlamentari che ora
fanno riferimento a lui hanno lottato (pur timidamente) per far passare la
linea delle dimissioni all'interno del partito, mentre altri si sono piegati
alla logica della stabilità a tutti i costi, sull'altare della quale vanno
sacrificati anche la verità e l'uguaglianza di tutti cittadini. In questo modo
Civati non aveva neanche i numeri per poter presentare una mozione di sfiducia,
che richiede altri 62 parlamentari che la sostengano. Egli però ha seguito
la linea del gruppo in rispetto delle regole di democrazia interna che si
è dato il PD, diversamente dai 101 che hanno annunciato il voto a Prodi e poi
hanno approfittato del segreto dell'urna per dare una pugnalata a tutto il
partito, pur rinnovando il suo dissenso con un intervento in aula immediatamente successivo a
quello del segretario Epifani.
Civati è l'unico che nella sua
mozione parla di conflitto di interessi, affermando chiaramente che non è
limitato solo a Berlusconi e che tale male pervade tanta parte della politica
attuale, e coerentemente non è restato in silenzio sul caso Cancellieri, che
rappresenta anch'esso un esempio di conflitto di interessi. Come definire
altrimenti l'eventualità in cui occupa una carica la usa per curare interessi
che non sono quelli che ufficialmente dovrebbero essere tutelati? Come può un
ministro della Giustizia che fa favoritismi essere ritenuto ancora
affidabile?
Una cosa positiva però episodi come
quello di oggi ce l'hanno: il cambiamento, tanto sbandierato in questi mesi,
non è certamente Cuperlo (e questo lo sapevamo già) ma non è neanche Renzi, che
a parole promette una rivoluzione ma poi si fa sostenere da chi non vuole che
nulla cambi.
Chi davvero vuole voltare pagina, se lo ricordi il giorno
delle Primarie e scelga Civati: solo così potranno davvero cambiare le cose.

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