sabato 30 novembre 2013

Il dibattito tra i candidati alle Primarie - Commenti dal divano di casa mia

Ieri sera, a differenza di ogni venerdì, non mi sono gustato Crozza su La7 e il suo "Paese delle Meraviglie", ma ho seguito il dibattito tra i candidati alla segreteria del PD (qui il video per chi se lo fosse perso e volesse guardarlo).
Va detto che io, in quanto convinto sostenitore di Civati, non l'ho seguito come se da questo confronto potessi capire chi votare il prossimo 8 dicembre, ma avevo voglia di vedere come se la cavava il mio preferito, pur comunque avendo  grande interesse per quello che dicevano anche Renzi e Cuperlo. Con queste premesse, finito di cenare, mi sono steso sul divano del mio salotto, mi sono calato nella mia coperta preferita (ho trent'anni, non sessanta, non fate facili ironie...) e ho aspettato che il dibattito iniziasse.
A parte la discutibile scelta dello studio televisivo (come l'anno scorso, le primarie si sono svolte nelle sale di X Factor, dubbio talent-show musicale che sforna cantanti pop fatti con lo stampino) il formato era quello tipico dei dibattiti americani: tempi fissi per brevi interventi a seguito di domande secche e uguali per tutti i partecipanti, con un numero limitato di repliche per ogni candidato agli interventi dei suoi avversari. Inoltre, dietro le quinte dei ricercatori dell'Università di Roma — Tor Vergata valutavano la correttezza dei dati e dei fatti citati da ciascun candidato.
Il formato teoricamente doveva favorire Renzi, che lo ha già provato l'anno scorso e che è da tutti ritenuto un grande comunicatore, ed invece... Per me è andato meglio Civati, e per motivi che vanno dal piano della personalità a quello della proposta politica.
Partiamo dalla persona: pur seguendo Civati dal 2010 e avendo avuto la fortuna di partecipare ad un dibattito con lui alla festa nazionale del PD in Svizzera a Zurigo nel 2011, mi ha colpito la sua incisività, la sua concretezza e soprattutto la possibilità di usare la giusta dose di ironia senza per forza cercare l'applauso a tutti i costi. Civati era senza dubbio il più emozionato, e lo ha anche ammesso nel suo appello finale.


Tuttavia l'emozione non lo ha tradito, ed è riuscito a trasmettere l'entusiasmo, la voglia di impegnarsi per davvero in una causa in cui si crede, e allo stesso tempo tanta competenza, frutto di un'elaborata riflessione politica e di una conoscenza dei problemi del paese e dei sentimenti degli elettori. Allo stesso tempo, però, ho notato un garbo, un'educazione e una disponibilità che non ho visto negli altri due candidati. Indicativa a riguardo la sua reazione quando il moderatore del dibattito gli ha comunicato che i dati da lui citati erano corretti: Civati aveva paura di aver commesso degli errori e ha subito cominciato a chiarire il suo discorso, salvo poi interrompersi quando gli è stato detto che non aveva niente su cui correggersi.


Quanta differenza rispetto a un Renzi talmente sicuro di sé nello snocciolare numeri da giungere ad irritarsi con il moderatore, quando costui gli ha evidenziato che non tutti i dati da lui citati erano corretti, o con un Cuperlo garbato, preparato, ma secondo me incapace di trasmettere delle emozioni, dote indispensabile per un politico che si candida a guidare il partito con il più grande numero di iscritti in Italia, e spesso sofferente nel rispettare i tempi dati.
Sulla proposta politica, invece, i punti di contatto erano molteplici (ma d'altronde, tutti e tre si candidano alla presidenza dello stesso partito), ma i contenuti di Civati erano più chiari e netti anche su temi solo in apparenza scottanti come matrimoni omosessuali e larghe intese. Non era sulla difensiva come Renzi (giunto a dire che con lui segretario il governo diventerà ottimo, stile deus ex machina) o Cuperlo, che coerentemente difendeva il governo Letta dimenticandosi però che purtroppo pochi tra i militanti lo vogliono. Ma anche sull'Europa, sulle privatizzazioni, sulle donne, sulla patrimoniale, e sulla legge elettorale Civati non ha giocato a cercare di accontentare tutti, ma ha coerentemente esposto le sue idee e le sue proposte (qui una sintesi del dibattito).
Insomma, era facile che andasse a finire così per me, ma sono ancora più contento di sostenere Civati, e spero davvero che dal 9 dicembre potremo, assieme a lui, cambiare le cose.

Il video del dibattito tra i candidati alle primarie





Per chi se lo fosse perso, ecco il video del dibattito di ieri tra i candidati alle primarie. Noi siamo ancora più convinti della nostra scelta per Civati. Voi che ne pensate? (Da youdem.tv).

venerdì 29 novembre 2013

Il confronto tra i candidati alle Primarie


Questa sera alle 21 potrete seguire il confronto fra i 3 candidati alla segreteria nazionale del PD sintonizzandovi su:

- canale 180 CIELO TV, di Bluewin TV.
- Sky TG24


La democrazia è confronto, e il PD, unico partito a scegliere il suo segretario con il metodo delle primarie, offre la possibilità di vedere i suoi candidati confrontarsi apertamente sui temi dell'attualità e della politica.

Buona visione a tutti.

L'impegno paga - Voto online alle primarie dell'8 dicembre

Alla fine ce l'abbiamo fatta: la petizione con la quale Civati e noi che lo sosteniamo abbiamo chiesto che anche quest'anno fosse garantito il voto online alle primarie ha avuto successo, e chi non avrà un seggio nella propria città potrà farlo tramite internet.
Per noi è stata una battaglia di democrazia e per tutti, per l'inclusione e la piena partecipazione: per questo, pur avendo posto il problema per primi, siamo stati contenti quando anche i sostenitori di Renzi hanno proposto una loro petizione, pur col dispiacere di non essere riusciti a farne una unitaria. Gli italiani all'estero dovremmo essere uniti quando si tratta di richieste sacrosante, e questo agire in ordine sparso è stato secondo noi un errore, che però per fortuna non ha avuto conseguenze.
Su queste pagine a breve troverete le modalità per il voto online e i seggi organizzati in Svizzera.
Per adesso, gioiamo di questa piccola vittoria, ottenuta solo grazie allo spirito che caratterizza il nostro sostegno a Civati e la sua motivazione: bisogna impegnarsi in prima persona per cambiare le cose.

mercoledì 20 novembre 2013

Il caso Cancellieri: quando vince lo status quo



La delusione di Civati per la decisione che il PD ha preso sul caso Cancellieri è la stessa che pervade noi che lo sosteniamo qui in Svizzera e, ne siamo convinti, anche buona parte della nostra base, che non capisce perché non si può censurare il comportamento di un ministro della giustizia che promette di intervenire per aiutare i soliti noti (per di più, i Ligresti non sono nuovi a brutte pagine di corruzione e di mala gestione, ma solo in un paese come l'Italia possono fare ancora affari). La nostra impressione, è che "ha vinto la conservazione dello status quo", ma "questa è una vittoria di Pirro":  ancora una volta toccherà a noi militanti dei circoli spiegare la posizione di una dirigenza che secondo noi non capisce l'esigenza di cambiamento che ci viene dai nostri elettori, soprattutto da quelli che non ci voteranno più perché stufi di certi atteggiamenti.
Vogliamo però dire che chi pensasse che Renzi possa essere davvero il cambiamento su questo si sbaglia: come ricostruito nel video qui mostrato, solo una parte dei parlamentari che ora fanno riferimento a lui hanno lottato (pur timidamente) per far passare la linea delle dimissioni all'interno del partito, mentre altri si sono piegati alla logica della stabilità a tutti i costi, sull'altare della quale vanno sacrificati anche la verità e l'uguaglianza di tutti cittadini. In questo modo Civati non aveva neanche i numeri per poter presentare una mozione di sfiducia, che richiede altri 62 parlamentari che la sostengano. Egli però ha seguito la linea del gruppo in rispetto delle regole di democrazia interna che si è dato il PD, diversamente dai 101 che hanno annunciato il voto a Prodi e poi hanno approfittato del segreto dell'urna per dare una pugnalata a tutto il partito, pur rinnovando il suo dissenso con un intervento in aula immediatamente successivo a quello del segretario Epifani.
Civati è l'unico che nella sua mozione parla di conflitto di interessi, affermando chiaramente che non è limitato solo a Berlusconi e che tale male pervade tanta parte della politica attuale, e coerentemente non è restato in silenzio sul caso Cancellieri, che rappresenta anch'esso un esempio di conflitto di interessi. Come definire altrimenti l'eventualità in cui occupa una carica la usa per curare interessi che non sono quelli che ufficialmente dovrebbero essere tutelati? Come può un ministro della Giustizia che fa favoritismi essere ritenuto ancora affidabile?
Una cosa positiva però episodi come quello di oggi ce l'hanno: il cambiamento, tanto sbandierato in questi mesi, non è certamente Cuperlo (e questo lo sapevamo già) ma non è neanche Renzi, che a parole promette una rivoluzione ma poi si fa sostenere da chi non vuole che nulla cambi.

Chi davvero vuole voltare pagina, se lo ricordi il giorno delle Primarie e scelga Civati: solo così potranno davvero cambiare le cose.



martedì 19 novembre 2013

Europa per Civati

Nasce il sito del comitato "Europa per Civati", di cui noi siamo fieri ed entusiasti membri e collaboratori. Qui potrete trovare notizie, informazioni e materiale informativo per il livello europeo, mentre noi continueremo a dare notizie per la Svizzera.
Perché anche in Europa siamo tanti a credere che le cose cambiano, cambiandole.

Voto online: perché la libertà è partecipazione

Il diritto di voto per tutti per la scelta del segretario di un partito è un privilegio di pochi movimenti politici e, da circa un decennio, il segno che contraddistingue in Europa il nostro Partito Democratico. 

Esso rappresenta per gli attivisti, i simpatizzanti e i cittadini comuni una possibilità unica per rendersi partecipi delle scelte non solo di uno schieramento politico, ma della Politica stessa di un intero Paese.
La nostra sfida, oggi più che mai, è cogliere la passione per la Politica che ancora vive nelle persone, sostenerla e alimentarne la crescitaLa libertà è partecipazione…anche oOccorre, pertanto, costruire percorsi che rendano più agile la partecipazione per non limitare l’entusiasmo che, nonostante tutto, ancora in molti manifestano.


Oggi dobbiamo registrare come il nostro partito abbia deciso di operare nel senso contrario. Quest'anno, a differenza delle precedenti occasioni, in previsione dell'8 dicembre, quando si eleggerà il nuovo segretario tra Civati, Cuperlo e Renzi, di fatto si è stabilito che esisteranno due fasce di cittadini: quelli privilegiati che potranno esprimersi, avendo a disposizione a due passi da casa una sede ed un circolo del PD, e poi gli altri, coloro che sono impossibilitati a muoversi a causa di handicap fisici oppure che, per motivi di lavoro o perché risiedono all'estero, non hanno un seggio dove poter votare. A questi ultimi, molti di noi elettori all'estero, verrà data solo l'opzione di assistere passivamente al cambiamento che sta attraversando il Paese, senza poter muovere neppur un dito per premere il tasto "enter" del proprio computer.


La sola giustificazione nel negarci questa possibilità è un motivo puramente economico, quasi a voler stabilire un prezzo a coloro che sono privati della possibilità di partecipare alle scelte democratiche del proprio Paese.  Tutto questo è inammissibile. Non è possibile liquidare una questione così importante con un presunto pretesto economico.
Questo punto di vista va capovolto! Il voto on line non è un “costo” bensì un “investimento”, non è un capriccio ma un intervento serio e indispensabile per evitare disparità, disuguaglianze e ingiustizie: per questo crediamo che le risorse possano e debbano essere trovate
Tra la gente c’è ancora voglia di Politica, d’impegnarsi e di sentirsi parte di un progetto che guardi al futuro, e il PD deve essere capace di cogliere questa passione, di organizzarla e di tradurla in azione.

Per questo abbiamo deciso di contestare questa decisione lanciando una petizione per chiedere al Segretario del PD, Guglielmo Epifani, di concedere, tramite il voto online, il diritto di partecipare a queste Primarie a tutti gli Italiani residenti all’estero.


La libertà, come diceva Gaber, è partecipazione. E questa non ha prezzo. Nemmeno quella online.

Giovanni Tinella
Segretario PD Ginevra



lunedì 18 novembre 2013

Petizione per il voto online alle primarie PD 2013

Durante le scorse primarie, all'estero, la metà dei nostri elettori votò via internet: fuori dall'Italia, per ovvie ragioni, i circoli del PD sono molti di meno che in Italia e a volte tra un seggio e l'altro ci possono essere centinaia (se non migliaia) di chilometri.
Allestire il voto online è dunque l'unico modo che abbiamo per far partecipare alle primarie dell'otto dicembre quanti più elettori possibili: negare la possibilità del voto online significa rinunciare in partenza alla metà dei voti. 
 
La commissione che organizza il voto all'estero sostiene che questa volta non ci siano risorse economiche sufficienti: se non riusciamo a trovare le risorse per far votare i nostri elettori, come possiamo parlare di inclusione? E poi, anche per queste cose dovrebbero servire i due euro che andremo a chiedere come contributo per le primarie, quindi secondo noi questa motivazione non regge.
 
Il voto online è fondamentale per garantire uguaglianza tra i nostri elettori che vivono lontani dall'Italia. Ed è importante per garantire la massima partecipazione al voto dell'otto dicembre: un obiettivo che, crediamo, dovrebbe essere quello di noi tutti.

Puoi sottoscrivere la petizione all'indirizzo http://chn.ge/1jgPNG8.

Aiutaci a promuovere tale richiesta con i tuoi amici, sia in Italia sia nel mondo: la partecipazione è un bene prezioso, che coinvolge tutti, a prescindere dalle proprie preferenze per le primarie. Per il bene del PD, come sempre.

venerdì 15 novembre 2013

Comunicato per Nino Di Matteo


In questa settimana abbiamo registrato la completa assenza delle Istituzioni in riferimento alla presunta notizia delle minacce di morte ricevute dal P.M. Nino Di Matteo.
La storia italiana è costellata da tanti episodi di magistrati minacciati, denigrati nel silenzio delle Istituzioni, lasciati prima soli e poi uccisi. Ecco, noi vorremmo che questo non accada più. Pertanto chiediamo al Presidente della Repubblica, anche nella sua qualità di Presidente del C.S.M., ed al Presidente del Consiglio una netta presa di posizione, una dichiarazione ufficiale in cui affermino la presenza dello Stato e della Repubblica Italiana al fianco del P.M. Di Matteo, della sua scorta e delle loro famiglie.
Non permettiamo a nessuno di torcere un singolo capello, a loro e a tutti coloro che quotidianamente si battono per la legalità.

martedì 5 novembre 2013

L'ambiente e le città possibili

"Dobbiamo recuperare la tradizione ambientalista, socialista e repubblicana": in questa frase, pronunciata in un suo intervento a Recanati, Civati ha ricordato l'importanza dei temi ambientali, fin troppo trascurati oggi dal PD, ma che hanno un'enorme importanza per il suo programma, tanto da dedicarci un capitolo intitolato "Le città possibili".
In esso non si parla più solo di un "ambiente per anime belle", per il quale l'unico ruolo delle questioni ambientali è cercare di limitare l'impronta delle attività umane: la città possibile racchiude un nuovo modello di sviluppo, in cui recuperare il suolo dall'enorme degrado a cui il nostro sfruttamento lo ha ridotto. Per fare ciò, bisogna "insistere sulle ristrutturazioni, sull'efficienza energetica, sulla bonifica e sul recupero di aree dismesse", cambiare il funzionamento del fisco e delle regole per non consentire una perenne cementificazione del nostro territorio, e attuare un vasto programma di recupero del nostro patrimonio ecologico.
Più nel dettaglio, Civati pensa a quattro filoni di recupero e valorizzazione: "la riqualificazione energetica adattata al contesto climatico mediterraneo, quella antisismica, quella delle aree industriali dismesse e di quelle agricole e naturali. Lo sviluppo del settore delle costruzioni può permettere di mettere in sicurezza il suolo e gli edifici storici e recenti, rendendo le nostre città libere dai rischi di frane e alluvioni e da quelli sismici. Uno spazio di forte crescita è aperto dall’esportazione dell’innovazione tecnologica nell’edilizia italiana di qualità. In particolare, tutto il bacino del Mediterraneo, a partire dalle coste del Nord Africa, costituisce il mercato ideale per un’“edilizia mediterranea” fondata su una sostenibilità energetica e ambientale adatta a questo contesto climatico, da associare alla sicurezza antisismica e ad altre specificità dell’ambito territoriale (come ad esempio, l’uso efficiente della risorsa idrica, nella costruzione e gestione degli edifici)."
Ma non basta recuperare quello che abbiamo: bisogna poi saperlo gestire. Viene messa luce su temi come la promozione della raccolta differenziata e l'abbandono dell'uso degli inceneritori, da riconvertire in attività più amiche dell'ambiente, ma soprattutto la riduzione della produzione di rifiuti, senza la quale l'impatto sull'ambiente non può comunque essere veramente diminuito. Civati inoltre, unico tra tutti i candidati, ricorda l'importanza dei risultati dei referendum sull'acqua pubblica, e parte da essi per un rilancio del pubblico nella gestione di questo bene importantissimo. Bisogna migliorare la rete idrica, cambiare le tariffe in modo che chi consuma di più sia più penalizzato e introdurre meccanismi affinché il controllo pubblico sull'acqua veda la vera partecipazione dei cittadini e non solo delle giunte dei comuni per recuperare una vera dimensione pubblica.
Infine, ma non per ultimi, vengono i temi dell'energia e della mobilità. Per quanto riguarda il primo, è necessario puntare con forza sulle rinnovabili, riconvertire il sistema di produzione dell'energia elettrica in suo favore, promuovere una produzione diffusa dell'energia con impianti solari e fotovoltaici destinati alla comunità locale (si pensi al teleriscaldamento, ossia il riscaldamento prodotto altrove e portato direttamente nel case) e ripensare la rete di distribuzione per renderla più efficiente e adatta a questo modello di produzione dell'energia. Sulla mobilità, invece, a parte le condivisibili considerazioni sul bisogno di rimodernare la rete di trasporti pubblici, si dà una grande importanza al collegamento tra le varie reti, così come per esempio accade proprio in Svizzera, con la quale un solo biglietto tra due città permette di prendere tutti i mezzi necessari, senza dover averne uno per ciascuna tratta, e i collegamenti sono pensati in modo da garantire la rapidità degli spostamenti.
L'ambiente insomma non è solo visto come un peso, ma come un bene pubblico che abbiamo la fortuna di poter gestire e che dobbiamo tutelare per noi e per i nostri figli.

lunedì 4 novembre 2013

La mozione per la Svizzera per Civati segretario


Pippo CIVATI segretario


« Dire cose scomode, mettere il dito nelle piaghe a costo di passare per un rompiscatole, non vuol dire voler dividere il Partito, come insinua qualcuno, ma vuol dire l’esatto contrario, perchè la chiarezza e la trasparenza sono salutarie e necessarie. Costruire sulle ambiguità vuol dire ritrovarsi di nuovo sotto le macerie, ce lo ha insegnato la storia degli ultimi vent’anni: noi possiamo far finta che non succeda, possiamo chiudere gli occhi, ma alla fine la realtà ti presenta il conto e ti trovi un bel pomeriggio di febbraio a leccarti le ferite perché milioni di tuoi elettori ti hanno abbandonato. » 
Pippo Civati, il nostro candidato

Questo è ciò che dice e ripete Civati.
Alle elezioni primarie di 4 anni fa le stesse accuse erano rivolte ad Ignazio Marino. Si diceva che con le sue posizioni avrebbero spaccato il Partito perché andava dicendo cose scomode per alcuni, e soprattutto chiedeva, come oggi Civati, maggior coraggio nelle decisioni e maggior trasparenza. Tutti quanti noi ricordiamo il motto di quella campagna congressuale:
«Un SÌ è un SÌ, un NO è un NO, tutto il resto appartiene al maligno».
Ebbene, Marino ha talmente spaccato il partito che ci ha fatto riconquistare Roma! Molte delle cose che Marino diceva 4 anni fa sono ancor oggi nell’agenda politica, sono divenute sempre più pressanti, proprio per mancanza di quel coraggio che dovrebbe essere proprio di un partito politico che voglia ridare speranza ad un Paese oramai traumatizzato dalla crisi, dagli scandali e dal malaffare.
Ad esempio, chiedere che sia fatta chiarezza su quello che è successo il 19 aprile di quest’anno, con la non elezione di R. Prodi alla presidenza della Repubblica non vi sembra giusto e legittimo?
È stato un episodio funesto per il Partito, che ha provocato le dimissioni di P.L. Bersani. È stato un giorno dell’infamia e della vergogna. L’indomani tutti a esigere «… chiarezza immediata, giù le maschere, vogliamo sapere chi e perché ha tradito… ecc. ecc. ». A voi sembra forse che sia stato chiarito qualcosa? A noi no, anzi, aleggia forte il sospetto che coloro che non votarono Prodi siano stati ricompensati, magari con un posto di governo.
Vogliamo un partito che recuperi lo spirito
dell'Ulivo e che non tradisca uno dei suoi
fondatori per le larghe intese: no ai 101.
Ci sembra piuttosto che si stia cercando di far dimenticare questo tristissimo episodio, ed infatti nessuno ne parla più, all’infuori di Civati, neanche Renzi (e qui ci fa sorgere qualche dubbio sulla composizione dei 101), come si spiega? Come lo spieghiamo ai nostri iscritti e sostenitori ?
Stiamo vivendo lo scandalo delle tessere che in certi posti sembrano spuntare come funghi, con accuse reciproche tra Renzi e Cuperlo che sembrano destinate più ai giornali che a rimettere le cose a posto. Leggiamo di appelli, come quello di Cuperlo ai candidati, quando sarebbe sufficiente sbattere fuori chi, nella propria mozione, adotta certi comportamenti, come Civati sta facendo, cosa impossibile per chi invece cerca prima di sfruttare queste situazioni, salvo poi indignarsi per accaparrarsi il plauso o il titolo di un giornale.
Sul carro della mozione Civati non è salito nessuno dei cosiddetti big del Partito, e sapete perché? Perché non esiste. Non esiste né carro, né futuro “vincitore” da portare in trionfo. Se vince la nostra mozione, vincono finalmente i tanti iscritti e simpatizzanti disgustati (tanti, troppi!), vince il nostro partito, vince la buona politica di chi chiede e pratica la discontinuità rispetto all’ultimo disastroso ventennio e alle politiche neoliberiste che hanno affascinato tanti, perfino nel nostro campo (vedere gli interventi di Luigi Zingales, liberista, convinto sostenitore del Partito Repubblicano negli Stati Uniti, alla Leopolda di Renzi dello scorso anno)..
Renzi vorrebbe andare a prendere i voti dei delusi del centro destra, così dice…  Noi invece crediamo che sia prioritario andare a riconquistare innanzitutto i delusi dal centro-sinistra. Sono tantissimi ad aver abbandonato il PD per seguire improbabili salvatori della patria come Beppe Grillo.
Aver perso 2/3 degli iscritti in un anno, e 3 milioni di voti nelle scorse elezioni, vorrà pur dire qualcosa (anche se oggi sembrano risbocciare certi amori). Questa è una delle questioni che pone instancabilmente Civati, alla quale la dirigenza del Partito continua a far orecchie da mercante.
Bisogna ricomporre l’alleanza che si era costruita attorno alla carta d’intenti «Italia Bene Comune» che abbiamo sbandierato per 3 mesi, che abbiamo fatto firmare da candidati e votanti e, dopo due mesi, abbiamo gettato nella spazzatura. Come possiamo pretendere di essere credibili con simili atteggiamenti? Più nessuno ne parla, all’infuori di Civati!
«Un Partito tra Prodi e Rodotà per ritrovare se stesso», da questo dobbiamo ripartire.
Ma alcuni dicono che «Civati è troppo di sinistra!», un’accusa, quasi un anatema, rivoltogli da certi dirigenti del Partito. Ma si può sapere che cosa vorrebbero dire con ciò esattamente ?
Dichiarare che l’acqua è un bene comune che va tutelato, a differenza di Renzi e D’Alema contrari, è troppo di sinistra? Fra l’altro vorremmo ricordare che noi, qui in Svizzera, abbiamo appoggiato con forza e convintamente il referendum che ha visto prevalere il sì.

Esigere una vera legge sui conflitti d’interesse, perché la questione non si esaurirà con la decadenza di Berlusconi, è troppo di sinistra?

Dichiarare «gli esclusi prima di tutto e di tutti» è troppo di sinistra? Farsi carico della disperazione degli ultimi per cercare delle risposte ai loro bisogni, è troppo di sinistra?
Papa Francesco, che ci ricorda le tragedie portate dalla crisi e dalla disoccupazione, è da considerarsi un marxista?

Sostenere il diritto alla salute come diritto inalienabile garantito attraverso la difesa della sanità pubblica, è troppo di sinistra?

Chiedere il sussidio universale di disoccupazione (l’Italia è l’unico paese europeo a non averlo), è troppo di sinistra?

Chiedere il diritto di voto a livello amministrativo per gli immigranti regolarmente residenti in Italia, è troppo di sinistra ? Ma non è quello per cui ci battiamo da anni noi del PD qui in Svizzera?

Chiedere l’uguaglianza dei diritti indipendentemente dall’orientamento sessuale delle persone, è troppo di sinistra? Chiedere una politica al servizio dei cittadini, e non i cittadini al servizio della politica, è troppo di sinistra?

Chiedere che venga data la priorità alla detassazione del lavoro e non ai privilegi della rendita è troppo di sinistra?

Essere al fianco dei lavoratori e dei disoccupati è troppo di sinistra?

Proporre di utilizzare il prossimo semestre italiano di Presidenza Europea per porre con forza nell’agenda politica la creazione di una Federazione Europea, è troppo di sinistra? Chiedere che finalmente si compia l’Europa dei diritti è troppo di sinistra?

Chiedere che gli iscritti vengano interpellati in alcune decisioni fondamentali, come ad esempio le larghe intese, come l’SPD ha fatto  in Germania, è troppo di sinistra?

Chiedere un rilancio dell’Università e della ricerca scientifica è troppo di sinistra?

Valorizzare e tutelare il nostro patrimonio culturale ed ambientale (prerogativa particolarmente italiana!), per farne uno strumento di sviluppo economico, è troppo di sinistra?
L'iniziativa 1:12: noi siamo contro le enormi
diseguaglianze nei salari
Chiedere un tetto per i guadagni esagerati per i top-manager delle aziende, come propone tra l’ altro la campagna 1:12 promossa in Svizzera (che noi appoggiamo), è troppo di sinistra? Forse, per un certo PD, persino la Svizzera è troppo di sinistra

Questi sono i veri quesiti da porci, ora: e non sono nemmeno tutti! La lista sarebbe troppo lunga per i 15 minuti a noi concessi, ma invito tutti a leggere le 70 pagine del programma di Civati, piene di proposte e idee che illustrano la nostra mozione: vi assicuro che sarà una lettura appassionante e coinvolgente
Se proporre tutto ciò dovesse apparire troppo di sinistra, allora saremmo e siamo orgogliosi di farlo, perché noi vogliamo che il nostro sia finalmente un vero Partito vòlto a Sinistra. Un partito progressista che faccia parte a pieno titolo, senza tentennamenti, del PSE, vera casa dei progressisti europei. Non erano, queste, le stesse cose che abbiamo proposto e propugnato nella piattaforma programmatica « Italia Bene Comune» alle ultime elezioni ? Noi manteniamo fede a tali proposte: altri, forse, si sono pentiti... O forse a loro non conviene più?
Dobbiamo ritrovare l’orgoglio di dire forte e chiaro chi siamo e che cosa vogliamo; senza complessi.

Sarà soltanto a partire da queste posizioni che ritroveremo credibilità e permetteremo non solo il riavvicinamento dei tanti delusi rifugiatisi nei partiti populisti o nell’astensione, ma saremo una vera alternativa possibile anche per chi non ci ha mai votato.
Non da ultimo, va ricordato che stiamo eleggendo il segretario del Partito, e non il candidato premier: sono due cose distinte! Oggi stiamo iniziando un nuovo percorso che ci dovrebbe portare alla ricostruzione del nostro partito, e non alle prossime elezioni politiche.

Civati rappresenta la sintesi perfetta e credibile : costruire un partito di sinistra rinnovato, che non sia un comitato elettorale, che sia capace di guardare al futuro e affrontare le sfide che ci attendono.
Noi, sinceramente non vediamo le stesse cose nelle altre mozioni. Molti potrebbero obiettare che non è vero, che non siamo gli unici a volerle, che le stesse proposte si leggono, più o meno, anche nelle altre mozioni. Rispondiamo utilizzando le parole di un grande personaggio della storia economica e sociale italiana, Adriano Olivetti :

« La luce della verità risplende soltanto negli atti, diceva mio padre, e non nelle parole».

A noi sembra che per alcuni siano soltanto parole, mostrine da appuntarsi sulla propria giacca, titoli di giornali da ritagliarsi: lo si puo’ facilmente constatare guardando  chi sono i compagni di avventura, a partire da coloro che sono saliti sul carro fino a quelli che dal carro non sono mai scesi, sempre lì ai posti di comando. Per noi invece le nostre parole, le nostre proposte sono come pietre scolpite, sono un impegno morale in cui crediamo fortemente e che Civati pratica quotidiamante attraverso la sua azione politica.

Per questo  vi invitiamo a votare per Pippo Civati!

Comitato Svizzero a sostegno della candidatura di Pippo Civati
Alfiero Nicolini, Pensionato, Segretario Circolo PD Ginvera
Giulia Marino, Architetto, PD Ginevra
Francesco Celia, Dipendente, PD Ginevra
Steve Della Mora, Geofisico, PD  Zurigo
Alessandro Di Gioia, Genetista, PD Losanna
Bernardo Maestrini, Dottorando, PD Zurigo
Cesare Spoletini, Traduttore, PD La Chaux-de-Fonds
Giovanni Tinella, Chief Risk Officer, Presidente Circolo PD Ginvera
Stefano Malvolti, Director Vaccine Implemetation, Zurigo
Enico Iaia, Campaign Manager, PD Ginevra
Maurizio Nappa, Responsabile della Sicurezza sul Lavoro, Zurigo.



La lista dei firmatari è aperta a chi vuole unirsi: per farlo, scrivete a ch.per.civati@gmail.com, indicando nome, cognome, professione e città di residenza (ed eventualmente il circolo PD d'iscrizione, ma non è obbligatorio essere iscritti per sostenerci).